E' finita come meglio non avrebbe potuto la stagione 2012 dei Cardinals: siamo là, in vetta, davanti a tutti. ed una quantità di sensazioni si affollano dentro ciascuno di noi.
In primo luogo la mente corre ad una sera di metà giugno di qualche anno fa. Il Coach Wally English è in città e si organizza una cena per riincontrarsi. Non tutti siamo presenti. In particolare non c'è Antonio Di Lello che in quelle ore sta giocando, a nostra insaputa, una partita ben più drammatica. Antonio purtroppo ha perso quella partita, e ci ritroviamo tutti in una chiesa gremita all'inverosimile, con indosso maglie vecchie e lise, troppo strette per contenere ricordi ed emozioni.
la chiesa è piena di facce amiche e di altri che non conosco, ma che riconosco. Perché chi ama il football lo riconosci subito. Ci sono gli amici di Catania e quelli degli Sharks, ma soprattutto ci siamo noi, i Cardinals, compagni di mille battaglie. La vita ci ha allontanati ma gli anni trascorsi non hanno minimamente intaccato il bagaglio di ricordi e sensazioni.
Ci si lascia con la promessa di rivedersi, come tante altre volte è accaduto. Ma questa volta abbiamo una missione da compiere. Bisogna ricordare l'amico e il compagno che non è più con noi.
Ci si vede in una pizzeria, la sede storica di mille pizze post-allenamento. Il locale è cambiato, si è imborghesito. Le meravigliose bottiglie di ketchup fatta in casa sono sparite, sostituite dai crostini col salmone affumicato. Non importa. Anche noi siamo cambiati. L'unica cosa che non è cambiata è la passione, il fuoco che ti accende i visceri ogni volta che vedi quella curiosa palla che non riesce a rotolare, quella palla ovale e appuntita, che la prima volta che l'hai presa in mano, non sapevi che farci e continuavi a girarla e rigirarla cercando un senso in quella forma astrusa. E a ben vedere parecchi di noi non sanno che farci neanche dopo anni di allenamenti. Di altri il compito di gestire la palla. Il mio: picchiare e picchiare come un maglio, feroce e determinato. Avanzare, lottare cadere e rialzarsi. E arrivare fino in fondo. Sempre.
Questo mi ha insegnato il football, a cadere e rialzarmi, zoppicare, soffrire e andare avanti, senza mollare. Mai.
E per questo in quella pizzeria nessuno è disposto a mollare. Le difficoltà sono tante, più di quanto sia ragionevole ipotizzare. Ma noi siamo i Cardinals, ed ora che ci siamo ritrovati, non siamo disposti a perderci di nuovo.
Si ricomincia. Partiamo da qualche decina di ragazzi che non trovano spazio nel fitto roster degli Sharks. Ci si riorganizza, si cerca un assetto, degli equilibri. Sappiamo che il progetto è di medio periodo. Nell'immediato c'è da soffrire.
I ragazzi ci seguono. All'inizio molti non capiscono. Non per le regole complicate e distanti dall'usuale, quelle si imparano, ma per l'attitudine che serve. Attitudine all'impegno ed al sacrificio, alla sofferenza ed all'abnegazione. Tutte cose figlie di una passione forte che deve essere alimentata con il tempo e nutrita con pazienza. Ma la pazienza non è proprio il nostro forte. I primi tempi sono duri. I progressi lenti. Ma qualcuno più visionario di altri continua a crederci e trascina tutti.
I primi due campionati archiviati come "facciamo esperienza". Ed in effetti la squadra di esperienze ne accumula. Cresce. Matura. Cambia fisionomia e comincia ad assomigliare sempre di più al nostro sogno.
La scorsa stagione ci regala le soddisfazioni che aspettavamo. Sono arrivati nuovi amici ad integrare i ruoli chiave dello Staff. La squadra è cresciuta. Ha assunto carattere e fisionomia propria. Una Squadra giovane ma promettente che si ferma ad un soffio dalla finale. Tanto rammarico e tanta amarezza, ma anche tanta voglia di fare meglio. L'attitudine a rialzarsi e ricominciare.
Ripartiamo a Settembre. Questa volta nessuno è disposto ad andare al tappeto. Tutti uniti, tutti insieme, vogliamo arrivare lassù, sul gradino più alto.
Pochi aggiustamenti in uno staff rodato e affiatato, tanto lavoro e tanto sudore in campo ed in palestra, ore ed ore spese a cercare di migliorarsi. Tutti insieme. E il lavoro dà i suoi frutti.
La squadra è cresciuta, migliorata, maturata in campo e fuori. Quei ragazzini spauriti sono diventati Uomini, combattenti feroci e determinati, pronti ad avanzare, lottare cadere e rialzarsi. E arrivare fino in fondo. Sempre!
E fino in fondo ci siamo arrivati con l'apporto di tutti.
In questo momento di intensa gioia, di orgoglio, di appagamento, voglio ringraziare tutti coloro che si sono sacrificati per raggiungere questo obiettivo:
In primo luogo (non me ne voglia nessuno) il Team Manager Gaetano Lombardo che ha svolto un lavoro prezioso, a tratti oscuro e misconosciuto, ma fondamentale. Senza i suoi sforzi e la sua abnegazione questa squadra non sarebbe ciò che è.
Poi il Coach Manfredi Leone. Da dirigente a volte lo avrei voluto più tranquillo, più rilassato. Ma oggi appare evidente che questa squadra è innanzi tutto figlia della sua smisurata competenza e dedizione. Che le sue sfuriate a metà tra la necessità di T.S.O. e lo studiato e calcolato metodo di mental conditioning, hanno forgiato il carattere dei singoli giocatori, ma più ancora dell’intera squadra.
Ancora l’intero Coaching Staff. Duro compito mi è stato affidato nel tentare di amalgamare le diverse anime del nostro Staff. Ego ingombranti e precoce arteriosclerosi, probabilmente effetto collaterale delle troppe botte in testa. Ma grande rispetto reciproco ed amicizia per concludere sempre tutto con una sonora risata liberatoria, perché in fondo in fondo è tutto un gioco.
Una menzione speciale per Rino, che dopo aver costruito pezzo per pezzo buona parte del nerbo, della spina dorsale della squadra, ha deciso di ritirarsi per sette anni in meditazione dall’altro lato del mondo. Quando avrà raggiunto il suo Nirvana, e so che lo farà, tornerà tra noi più pacato e sereno che mai.
Ed un sentito ringraziamento a Giuseppe Legnazzi. Quando Giuseppe mi ha detto che da quest’anno non avrebbe più giocato ho sentito la solita fitta di dispiacere che ti attanaglia quando perdi un compagno di strada. Quando poi ha detto che avrebbe comunque voluto rimanere e fare qualche cosa per la squadra e con la squadra ho avvertito una gioia intensa per la prospettiva che anche da questo punto di vista qualche cosa si muove, che i Cardinals continueranno anche al di là ed oltre l’impegno di noi vecchie cariatidi.
Ancora un grazie di cuore a tutti quei fratelli che, pur non potendo essere attivamente coinvolti nella vita della squadra per mille motivi, ci hanno sempre fatto sentire il loro supporto con grande partecipazione. In particolare credo che abbia pesato non poco sulla qualità del nostro paybook pass oriented gli sfottò di Alessandro Lunetta durante le partite della prima stagione, quando non eravamo in grado di completare un passaggio neanche per miracolo. Oggi credo che il suo desiderio di vedere un football moderno e spumeggiante sia stato pienamente appagato.
Inoltre un particolare ringraziamento al nostro medico sociale Francesco Russo che, unico tra noi, ha donato ai Cardinals la sua professionalità mettendoci a disposizione anni di studio e di preparazione con passione e generosità.
Infine un grazie di cuore l nostro amatissimo Presidente, Alberto Di Dio, per anni bandiera e motore di questa squadra ed oggi Padre Nobile di cotanta brillante progenie.
E poi loro, i giocatori.
Presi singolarmente degli esseri umani con i loro pregi ed i loro difetti, le loro debolezze e le loro grandezze. Assieme la migliore Squadra che mi sia mai capitato di frequentare. Siamo riusciti a trasfondere in loro tutto il meglio di anni ed anni di football. E loro, imparandolo, lo hanno fatto loro e migliorato diventando ciò che sono ora: Campioni d’Italia!
Questa vittoria chiude sicuramente un ciclo e ci costringe a porci nuovi e più alti obiettivi. Mentre tutti festeggiano alcuni di noi si stanno spremendo le meningi (notare il cigolio di rotelle arrugginite) per trovare soluzioni ai problemi di sempre. Sono convinto che sapremo raccogliere la sfida, ognuno per la propria parte, perché noi non ci arrendiamo mai.
NOI SIAMO I CARDINALS
Giulio Ventura
Direttore Sportivo ASD Palermo Cardinals